che mondo sarebbe senza antibiotici?

Una piastra di petri con coltura batterica e antibiogramma in presenza di fluoresceina.[il post in 50 parole] Tornano a farsi minacciose malattie, come la tubercolosi, che si pensavano eradicate in ampie zone del pianeta. Una grande responsabilità spetta alla sempre più crescente inefficacia degli antibiotici, verso i quali i batteri sviluppano velocemente forme di resistenza.
Eppure sono passati poco più di settant’anni dall’introduzione della penicillina, il primo antibiotico.

Ci sono notizie che forse meriterebbero maggiore spazio nella discussione pubblica, anche mentre siamo tutti presi a discettare di spread e fondi sovrani.
Ad esempio, sfogliando le ultime pagine di Internazionale, capita di leggere dell’allarme che corre per il pianeta Terra e che dice più o meno così: + germi cattivi, niente antibiotici.
Ciò significa, spiegato un po’ grossolanamente, che i batteri patogeni diventano sempre più aggressivi perché sviluppano resistenza agli antibiotici in commercio. E il fatto grave è che non ci siano molte novità da aggiungere alla farmacopea.

Una piastra di petri con coltura batterica e antibiogramma in presenza di fluoresceina.

Un antibiogramma

Così l’antibiogramma che vediamo qui sopra potrebbe diventare un pallido ricordo. Gli aloni intorno ai dischetti, che indicano l’efficacia degli antimicrobici su determinati ceppi di batteri, rischiano di assottigliarsi sempre più.
La situazione sembra essere preoccupante, tanto che l’agenzia statunitense che si occupa di malattie infettive ha deciso di lanciare la campagna Bad Bugs Need Drugs: 10×20* per brevettare dieci nuovi antibiotici entro il 2020. Ma le ricerche procedono a rilento. Così, come se non bastassero i disastri della finanza che hanno già funestato, o rischiano di farlo, la vita di milioni di persone ci troviamo di fronte a una spaventosa eventualità: non avere più una rassicurante compressa di antibiotico da deglutire per sconfiggere le malattie più comuni.

Eppure è passato poco più di mezzo secolo da quando Fleming scoprì quasi causalmente l’efficacia della penicillina come antimicrobico* e poco meno dalla produzione e diffusione su larga scala dei primi antibiotici.
Nel ricco archivio dell’Institut national de l’audiovisuel francese* è conservato un video molto interessante che risale al 1945. Vale la pena concedersi due minuti per guardarlo.

L’alacre lavoro dei tecnici (quasi tutte donne) intorno alle autoclavi per la sterilizzazione e alle postazioni per l’inseminazione, rappresentano plasticamente l’atmosfera di fiducia nel progresso che tanto ha condizionato la vita dei nostri nonni, dei nostri genitori e forse anche un po’ la nostra.
Un sogno dal fiato corto e dalla vista un po’ limitata. Già un paio di anni dopo l’introduzione della penicillina si segnalavano ceppi di stafilococco resistenti, organismi cioè che avevano modificato il proprio corredo genetico per resistere agli attacchi del farmaco. Alla fine degli Anni Sessanta, dopo appena vent’anni, oltre l’80% degli stafilococchi era diventato resistente.
Il gioco a guardie e ladri è continuato negli anni successivi; date uno sguardo a questo grafico e decidete chi dei due stia avendo la meglio.

il grafico mostra il rapido sviluppo di resistenza agli antibiotici da parte di tre specie diverse di batteri

Resistenza agli antibiotici. Il grafico mostra il rapido incremento della resistenza di tre specie di batteri: Staphilococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA), enterococchi resistenti alla vancomicina (VRE), Pseudomonas aeruginosa resistente ai fluorochinoloni.

I batteri rappresentati nel grafico possono causare malattie pericolose e a volte condurre anche alla morte. Ma basti pensare anche a una banale, ma grave, salmonellosi per immaginare le conseguenze di un’epidemia o alla tubercolosi, data quasi per sconfitta ma di nuovo combattiva anche grazie alle farmacoresistenze.
Insomma, pensate a un mondo improvvisamente senza antibiotici: le conseguenze sul lungo periodo sarebbero così profonde da aprire una nuova epoca e le attuali turbolenze finanziarie non sarebbero altro che un fugace avvenimento segnato su una linea del tempo.

credits per questo post:

  • la notizia originale è pubblicata su: Internazionale, 925, 25 novembre 2011*
  • la foto dell’antibiogramma è di: Pascal Fraperie, Lycée Saint Louis, Bordeaux*
  • il video sulla fabbricazione della penicillina è conservato su: Institut national de l’audiovisuel francese*
  • il paragrafo finale e il grafico dedicati allo sviluppo delle farmacoresistenze sono basati sul paper (scaricabile in pdf): Bad Bugs, No Drugs. As Antibiotic Discovery Stagnates… A Public Health Crisis Brews, IDSA 2004*

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