2012: La fine del mondo e il rasoio di Occam

Rasoio di Occam[il post in 50 parole] Complotto, complotto! È tanto facile gridare al complotto e, a volte, con qualche ragione. Partendo da una striscia di Stefano Disegni pubblicata sul Fatto, mi sono diretto verso elementi basilari di epistemologia fino ad arrivare al celebre rasoio di Occam (o Ockham, se preferite).

Stefano Disegni Tre intrighi contro tre intrighi

Tre intrighi contro tre intrighi, Stefano Disegni, via ilfattoquotidiano.it

Il 27 dicembre 2011 Stefano Disegni pubblica sul fattoquotidiano.it una striscia intitolata Tre intrighi contro tre intrighi (per leggerla tutta basta cliccare sull’immagine qui sopra).
Lasciati da parte gli sfottò ai politici decide di mettere in ridicolo le cosiddette teorie del complotto*.

Coglie nel segno. A pochi minuti dalla pubblicazione parte infatti il coro sdegnato dei complottisti che lo accusano delle peggiori nefandezze. Ecco i commenti più gustosi.

Una serie di banali luoghi comuni gettati alla rinfusa senza fare nessuna distinzione fra LEGGENDE METROPOLITANE e COMPLOTTI veri e propri!*

È una mia impressione, o è una cagata colossale?*

C’è sempre un secondo fine ad ogni notizia che danno al tg e ogni evento che succede. […] Il fenomeno internet ha fatto in modo di cambiare il corso degli eventi diffondendo molta piú controinformazione di quella che avevamo accesso nei decenni passati. Controllano le nostre vite giá da moltissimo tempo. Sveglia.*

C’è poi chi parte per la tangente e parla d’altro (beninteso, portando anche motivazioni credibili, ma non capisco perché attaccare così Disegni).

Una striscia pessima. è evidente che l’obiettivo di Disegni non sia chi dubita sul fatto se gli statunitensi siano andati o no sulla Luna ma coloro che ricordano le contraddizioni del sistema capitalista. Esistono le classi, esiste la deregolamentazione dei mercati finanziari, esiste la scelta di abbassare i salari e aumetare i profitti condotta negli ultimi trent’anni. Ovviamente esitono anche l’imperialismo, le guerre di rapina condotte in nome dei diritti umani, la necessità di stimolare il nazionlismo del popolo e il tentativo di far credere che esista un bene comune tra ricchi e poveri da preservare assieme mentre i primi continuano ad arricchirsi. Basta conoscere un po’ di storia ma per voi è troppo noisa.Voi siete quelli che “la crisi è colpa dei politici italiani”. I marxisti, i comunisti, i movimenti sociali sono quelli che studiano e cercano le cause e i colpevoli reali della crisi. Certo, sono anche un po’ noiosi. Voi continuate pure a credere nell’unità nazionale e ad osannare Napolitano. Io vado a leggermi Chiesa e David Harvey.*

Ora, se è evidente che dubitare di tutto ciò che viene raccontato dai media è un esercizio di salute mentale, viceversa sostenere a tutti i costi assurde teorie del complotto su qualsiasi cosa porta a una malattia uguale e contraria. Uno scetticismo alla fonte che diventa creduloneria per qualsiasi altra bizzarra interpretazione. In questo senso la mente drogata di complotti è una mente incapace di pensare criticamente.

Rasoio di Occam

occam's ouch. Foto di Nancy Sims via Flickr.

Un consiglio, allora, forse non originale ma sicuramente utile. Quando vi trovate di fronte a interpetazioni discordanti di un fenomeno, pensate al frate francescano Guglielmo di Occam e al suo utilissimo rasoio:

Pluralitas non est ponenda sine necessitate.
Non considerare la pluralità se non è necessario.

Vale a dire, in altri termini, che di fronte a due teorie che spiegano un fenomeno, la più semplice è probabilmente quella con il maggior tasso di verità*.

 credits e note per questo post:

  • il disegno occam’s ouch è di Nancy Sims e si trova su Flickr*
  • Daniele Luttazzi disse una volta che Umberto Eco si faceva la barba con il rasoio di Occam. Non so quale marca di rasoi usi il celebre semiologo, ma la battuta mi dà l’occasione per consigliare la lettura del romanzone Il cimitero di Praga*, in cui Eco racconta la genesi del Protocollo dei Savi di Sion*, documento alla base di teorie del complotto costate la vita a milioni d’innocenti

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