Gli editori contro (?) l’ebook a scuola

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[Questo post è stato pubblicato originariamente su equiLibri digitali]

Ebook a scuola? Non così, lamentano gli editori. E per far sentire le proprie ragioni ricorrono al tribunale amministrativo contro il decreto Profumo (qui il comunicato dell’AIE) che, lo ricordiamo, prevede la veloce adozione di testi scolastici digitali o misti già dal 2014.
Gli editori in particolare puntano il dito contro l’inadeguatezza delle infrastrutture digitali nelle scuole italiane (ne abbiamo parlato qui) e contro la lesione dei loro diritti patrimoniali.

Infatti il decreto richiede un taglio del 20-30% dei tetti di spesa senza considerare che produrre un libro digitale (per come sembra debba essere inteso) costa molto denaro e che l’IVA è al 21% contro il 4% della carta.
Tutto sommato e benché non sia irragionevole, il ricorso dell’AIE sembra una battaglia di retroguardia e sul medio periodo destinata a perdere. Abbiamo già parlato diverse volte dell’argomento, ma ancora una volta ci pare che il focus dovrebbe riguardare l’efficacia delle tecnologie a supporto dell’insegnamento (ne parliamo qui) e l’opportunità o meno di inseguire modelli che spesso puzzano di ideologia (leggi il post).

[Aggiornamento] Su LinkedIn si è aperto un interessante dibattito partendo da questo post. Chi fosse interessato può leggerlo e intervenire qui.

 

One thought on “Gli editori contro (?) l’ebook a scuola

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