Noi e i batteri

I batteri sono tra le forme di vita più semplici e più minuscole: i più piccini misurano 2 μm (micrometri) e i più grandi 30 μm, che sarerebbe come dire che dovresti mettere in fila 500 batteri da 2 μm per avere una colonna lunga 1 millimetro!

I batteri sono dappertutto, anche sul tuo corpo

I batteri sono dappertutto: in un singolo cucchiaino di terra potresti trovare molte centinaia di miliardi di cellule batteriche! I batteri vivono anche sopra e dentro di noi: solo sulla pelle ospitiamo oltre 200 specie diverse di batteri per un totale stimato di 1012 cellule (cioè 10 000 000 000 000 cellule!). Ma è dentro l’intestino che i batteri la fanno da padrone, infatti si pensa siano presenti almeno 500 specie diverse che costituiscono circa il 60% della massa delle nostre feci.

Siamo in pericolo?

Forse, dopo aver letto questi dati sconvolgenti, potresti sentirti in pericolo… Che cosa fanno tutti questi batteri sopra e dentro di te? Non ti preoccupare, è normale! Senza i batteri presenti sulla pelle, per esempio, avremmo molto più spesso infezioni causate da funghi microscopici, mentre senza i batteri intestinali non riusciremmo a digerire né a creare alcune vitamine essenziali per vivere.

Mangiano con noi

I batteri che vivono con noi senza darci fastidio si chiamano commensali, perché mangiano insieme a noi e sono ospiti graditi che ci rendono la vita più facile. I batteri commensali si chiamano anche simbionti, perché vivono in simbiosi con l’organismo che li ospita con il quale a volte stringono un patto di mutuo soccorso.

Escherichia coli, immagine al microscopio elettronico. La scala di misura, in basso a destra, indica una lunghezza di 5 µm.

Escherichia coli, immagine al microscopio elettronico. Nota la scala di misura, in basso a destra: indica una lunghezza di 5 µm, mentre la cifra sotto la parola “Magn” indica l’ingrandimento (6836 volte).

Gli Escherichia nella foto, per esempio, sono presenti in grandi quantità nel nostro intestino e intervengono nella formazione della vitamima K, indispensabile per fare coagulare il sangue.

Ogni tanto se ne approfittano

Alcuni batteri commensali, proprio come un ospite fastidioso, possono però diventare pericolosi in alcune condizioni: si chiamano opportunisti, perché approfittano di alcune nostre debolezze per moltiplicarsi a dismisura e causare malattie.

Staphylococcus aureus, immagine al microscopio elettronico. La didascalia dell'immagine ci mostra la scala (2 µm) e il fattore di ingrandimento (10 000 volte).

Staphylococcus aureus, immagine al microscopio elettronico. La didascalia dell’immagine ci mostra la scala (2 µm) e il fattore di ingrandimento (10 000 volte).

Staphylococcus aureus in coltura su piastra Petri con Tryptic Soy Agar. Il batterio forma colonie giallo-oro.

Staphylococcus aureus in coltura su piastra Petri: il batterio forma colonie giallo-oro.

I batteri mostrati qui sopra hanno la forma di piccole sfere e stanno vicini a formare dei grappoli: sono Stafilococchi e il loro nome deriva dal greco antico (Staphyle = a grappolo,  Coccus= sfera).

Nel caso specifico sono Staphylococcus aureus... ma, “aureus” è una parola che ricorda l’oro, perché questi sono viola?
Il viola è una colorazione artificiale, perché il microscopio a scansione produce immagini in bianco e nero, che poi vengono colorate.
A destra puoi vedere come appare una coltura di questi batteri su una piastra di Petri, con il loro colore naturale che è proprio un bel giallo oro. Da dove arriva questo colore? Gli Staphylococcus aureus producono caroteni, le stesse molecole che colorano di arancio le carote.

Abbiamo sempre qualcuno di questi amici dorati addosso, soprattutto sulle mani e vicino alle mucose (bocca, naso). Di solito ci ignoriamo e ognuno fa la propria vita, ma a volte capita che un ceppo un po’ più virulento prenda il comando e si metta a produrre tossine. Se queste tossine contaminano il cibo  possono causare gastroenteriti anche piuttosto gravi.

Altri causano solo guai

Infine esistono batteri che sono fastidiosi e basta: sono i batteri patogeni. In generale questi batteri possono vivere solo infettando un organismo al quale non apportano alcun vantaggio, anche se bisogna dire che non sempre entrare in contatto con un batterio patogeno significa sviluppare una malattia. È il caso dei batteri opportunisti, che abbiamo trattato poco sopra.

Klebsiella pneumoniae fotografata al microscopio elettronico a scansione. Il reticolo verde sullo sfondo è tessuto polmonare di topo, organismo nel quale s'è sviluppata l'infezione. Foto di Volker Brinkmann and Abdul Hakkim, The Journal of cell biology, via flickr.com

Klebsiella pneumoniae fotografata al microscopio elettronico a scansione. Il reticolo verde sullo sfondo è tessuto polmonare di topo. Foto di Volker Brinkmann and Abdul Hakkim, The Journal of cell biology, via flickr.com

La bellissima immagine al microscopio a scansione mostra un bacillo di Klebsiella pneumoniae adagiato sul tessuto polmonare di un topo, organismo nel quale s’è sviluppata l’infezione. Klebsiella pneumoniae, come si intuisce dal suo nome, è la causa principale delle polmoniti batteriche, ma ha un ruolo molto importante anche nelle infezione delle vie urinarie. È un batterio molto resistente agli antibiotici e, proprio per questo, è una delle prime cause di infezioni contratte negli ospedali.

Classificare i batteri

In questo post abbiamo provato a esplorare una prima proposta di classificazione dei batteri, basandoci sulla loro relazione con altri organismi (in questo caso la relazione con l’essere umano). Sono possibili anche altri modi per suddividere questi piccoli microrganismi. Nei prossimi post parleremo di una suddivisione basata sulla forma dei batteri e sui diversi habitat nei quali trovano condizioni favorevoli alla vita.

Credits per le immagini

La foto in evidenza Scanning electromicrograph of Staphylococcus aureus bacteria è del NIAID ed è concessa in uso con licenza Creative Commons Attribuzione 2.0

Dove non indicato le immagini sono di pubblico dominio e sono tratte da bacteriainphotos.com.

 

[Questo post è stato pubblicato originariamente sul blog Invito alla Natura]

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