Omeopatia: più è diluito più è potente

Abbiamo già parlato della prima legge dell’omeopatia, cioè della necessità di curare una malattia con un rimedio che provochi uno stato sintomatico simile ma più grave di quello della malattia stessa.

Di certo Samuel Hahnemann non era uno stupido e si accorse che i rimedi, proprio perché avrebbero causato malattie più gravi di quelle che avrebbero dovuto curare, non potevano essere usati tal quali. Formulò quindi un secondo principio, secondo il quale il rimedio doveva essere diluito affinché perdesse le sue caratteristiche tossiche, conservando però quelle terapeutiche.
Dilution-concentration simple example

Provò così con diluizioni sempre crescenti dei vari rimedi, accorgendosi che la diluizione, effettuata secondo tecniche particolari, aumentava la potenza del rimedio.

Maggiore è la diluizione, maggiore è la potenza del rimedio.

In altre parole, l’omeopatia si muove su una strada opposta a quella della farmacologia classica, che invece lega la maggiore concentrazione di un principio attivo a un suo maggiore effetto sull’organismo.

Comunque la scelta di un rimedio omeopatico è una scelta complessa e non è detto che per curare qualunque patologia il rimedio più potente (cioè più diluito) sia il più efficace:

le basse potenze (o dinamizzazioni) agiscono maggiormente sui tessuti in rapida crescita, in particolare le mucose, la pelle, il midollo osseo, il territorio gastrointestinale in generale; le medie potenze sui muscoli, il fegato, il rene, l’osso, le cartilagini; le alte potenze sull’endocrino, il sistema nervoso periferico, l’innervazione neurovegetativa, i nuclei sotto-corticali e in parte sul sistema nervoso centrale; le altissime potenze prevalentemente sul sistema nervoso centrale nelle sue funzioni più elevate. [fonte]

Come si capisce quanto è potente un rimedio omeopatico?

Rhustox
Le etichette dei rimedi omeopatici riportano il nome del principio attivo (a volte in latino) affiancato da una coppia di lettere e un numero. Per esempio:

Mercurius solubilis 7 CH oppure Arnica 6 DH

Come si spiegano le lettere? Vediamolo insieme.

Le diluizioni di Hahnemann

La lettera H sta per Hahnemann, che descrisse e divulgò ai propri allievi il metodo omeopatico delle diluizioni successive. La lettera D sta per decimale, descrive cioè diluizioni preparate usando 1 parte di principio di attivo in 9 parti di acqua (o lattosio, o alcol, dipende) mentre il numero indica quante volte è stato diluito il rimedio.

La nostra Arnica 6 DH, quindi, è stata preparata così:

1 mL di tintura madre di arnica sciolto in 9 mL di acqua [potenza D1] 1/10 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione D1 in 9 mL di acqua [potenza D2] 1/100 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione D2 in 9 mL di acqua [potenza D3] 1/1000 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione D3 in 9 ml di acqua [potenza D4]  1/10.000 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione D4 in 9 ml di acqua [potenza D5] 1/100.000 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione D5 in 9 ml di acqua [potenza D6] 1/1.000.000 concentrazione iniziale

Se avessimo voluto ottenere direttamente la stessa soluzione D6 aggiungendo acqua invece di diluire in modo scalare, avremmo preso 1 mL di tintura madre e l’avremmo diluito in 1 milione di mL d’acqua, cioè in 1000 litri d’acqua, più o meno la quantità contenuta in 4 grandi vasche da bagno piene.

Una diluizione di 1/1.000.000 è una diluizione veramente molto alta. Se volessimo convertire questa concentrazione usando un’unità di misura “popolare” potremmo usare le ppm (parti per milione, usate, per esempio, per fissare i limiti degli inquinanti nell’acqua potabile): la nostra soluzione omeopatica D6 contiene 1 ppm di arnica. È interessante notare che questo è il valore limite del mercurio nell’acqua, che è considerata non potabile se contiene più di 1 ppm di questo metallo pesante. [fonte]

Ancora più diluito?

Continuiamo a parlare del mercurio, che nella sua forma omeopatica più conosciuta si chiama Mercurius solubilis. Il nostro rimedio di riferimento è una diluizione 7 CH. La lettera C sta per centesimale, descrive cioè diluizioni preparate usando 1 parte di principio di attivo in 99 parti di solvente. Essendo il Mercurius solubilis insolubile in acqua, le prime tre diluizioni vengono effettuate a secco, usando lattosio come solvente.

Il nostro Mercurius solubilis 7 CH si prepara così:

1 mg di mercurius miscelato in 99 mg di lattosio [potenza C1] 1/100 concentrazione iniziale
1 mg di miscela C1 in 99 mg di lattosio [potenza C2] 1/10.000 concentrazione iniziale
1 mg di miscela C2 in 99 mg di lattosio [potenza C3] 1/1.000.000 concentrazione iniziale
1 mg di miscela C3 in 99 mL di acqua [potenza C4]  1/100.000.000 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione C4 in 99 mL di acqua [potenza C5] 1/10.000.000.000 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione C5 in 99 mL di acqua [potenza C6] 1/1.000.000.000.000 concentrazione iniziale
1 mL di soluzione C6 in 99 mL di acqua [potenza C7] 1/100.000.000.000.000 concentrazione iniziale

Olympic Pool

Moltiplicate questa piscina per 40.000 e otterrete la quantità d’acqua necessaria per una diluizione 7 CH.

Proviamo a fare lo stesso ragionamento che abbiamo fatto con l’arnica: se avessivo voluto ottenere direttamente una diluizione 7 CH avremmo dovuto prendere 1 mg di Mercurius solubilis e aggiungere 100.000.000.000.000 mL di acqua, cioè 100.000.000.000 L (100 miliardi di litri). Per capirci, 100 miliardi di litri sono la quantità d’acqua contenuta in 40.000 piscine olimpiche (o se avete più immaginazione, pensate a un cubo d’acqua di quasi mezzo kilometro di lato). Direi che in questo caso non è il caso di preoccuparsi per la tossicità del mercurio, perché il principio attivo è praticamente assente dal rimedio.

K come Korsakov

Capita a volte di trovare rimedi omeopatici nei quali il numero della potenza è preceduto da una K. La lettera K sta per Korsakov, un seguace russo di Hahnemann che, nella prima metà dell’Ottocento, inventò un ingegnoso metodo per ottenere alte diluizioni.

La potenza delle diluizioni è uguale a quelle centesimali, ma invece di diluire una parte su 99 parti di solvente, il metodo korsakoviano prevede di preparare la prima diluizione, svuotare il recipiente, riempirlo di solvente, svuotarlo, riempirlo di solvente… e così via per il numero di volte indicato dalla potenza. Korsakov stava sfruttando un fenomeno ben conosciuto, la forza di adesione del liquido alle pareti del recipiente, ottenendo risultati forse meno precisi ma sicuramente più veloci ed economici del metodo hahnemanniano dei flaconi separati. [fonte]

Detto tra noi, quando frequentavo il laboratorio di chimica a scuola, questo era il metodo che usavamo per pulire la vetreria, cioè per eliminare ogni traccia di soluto dalle pareti dei recipienti.

Poi arriva Avogadro

Dopo tutto questo diluire, che cosa resta nelle soluzione omeopatiche? Fino alla 5 DH, a volte è possibile trovare tracce del principio attivo, ma posso assicurarvi che dopo una potenza 12 CH o 24 DH non rimane nulla.

La scocciatura, per gli omeopati, è che la materia non si può dividere chimicamente in particelle più piccole degli atomi. I chimici misurano la quantità di materia usando un’unità di misura particolare che si chiama mole.
Immaginiamo la mole come immaginiamo le dozzine per le uova o le risme per la carta. Una risma di carta contiene 500 fogli, una mole di sostanza contiene un numero decisamente più grande di particelle, precisamente 6,022 × 1023.

OK, è un numero molto grande, ma è comunque un numero finito. Questa costante si chiama numero di Avogadro, in onore del fisico italiano Amedeo Avogadro che studiò diverse cose fondamentali per la chimica e la fisica moderne.

Una mole di ogni sostanza ha una massa ben precisa, perché tutti gli atomi e le molecole hanno masse ben precise. Per esempio, una mole di carbonio ha una massa di 12 grammi, una mole d’acqua ha una massa di 18 grammi, una mole di cloruro di sodio (sale da cucina) ha una massa di circa 58 grammi.

Avogadro batte Hahnemann 6,022 × 1023 a zero

Uno dei rimedi omeopatici per l’asma è il Natrium muriaticum 15 CH (cioè il sale da cucina, cloruro di sodio, NaCl) [fonte]. Come abbiamo visto poco sopra, una diluizione 15 CH vuol dire avere un rapporto soluto (sale) : solvente (acqua) di 1 : 1030 (cioè un numero che inizia con 1 e prosegue con 30 zeri).

Abbondiamo, e immaginiamo di preparare il rimedio partendo da 58 g di sale (cioè una mole) in 1 litro di soluzione acquosa. Prepariamo la potenza 1 CH prendendo 1 mL di questa soluzione e diluendolo con 99 mL d’acqua. Nel nostro millilitro ci saranno 0,058 grammi di sale che contengono 6,022 × 1020 particelle. Alla potenza 2 CH avremo 0,00058 grammi di sale che contengono 6,022 × 1018 particelle. Alla potenza 3 CH avremo 0,0000058 g e quindi 6,022 × 1016 particelle e così via.

Alla potenza 11 CH avviene un fenomeno interessante: la soluzione contiene solo più 6,022 × 100 particelle di sale. Rendiamo più potente questa diluizione, arriviamo a 12 CH: le particelle presenti saranno 0,06. Ora, dato che è impossibile avere 0,06 particelle in un volume d’acqua – perché gli atomi non sono divisibili se non attraverso reazioni di fissione nucleare, bisogna dedurre che dalla diluizione 12 CH i preparati omeopatici non contengono nient’altro che solvente, cioè acqua. Qualche scettico, per dimostrare praticamente questo principio elementare, ha pensato di bere un bicchiere di candeggina 30 CH: sta ancora bene. [qui il video]

 

L’importanza della succussione

Ai tempi di Samuel Hahnemann le conoscenze sulla materia erano ancora approssimative e le fondamentali scoperte di Dalton, Lavoisier e Avogadro non erano ancora parte del bagaglio della scienza. Oggi però sappiamo, come abbiamo appena visto, che una soluzione diluita oltre la 12 CH non contiene più una singola particella di rimedio (se non in termini di probabilità). Anche gli omeopati lo sanno e non lo negano.

Proprio per questo e partendo da un’altra affermazione (apodittica) di Hahnemann, costoro puntano tutto sull’effetto della succussione, o dinamizzazione o potentizzazione.

La dinamizzazione è l’altra fase importante del processo di preparazione dei rimedi omeopatici. Consiste in un’azione di forte agitazione e di percussione del flacone in cui è contenuto la diluizione omeopatica (succussioni in senso verticale). Le succussioni canoniche che vengono impresse sono pari a 100, prendendo spunto da quelle effettuate dallo stesso Hahnemann, che come si racconta, soleva sbattere 100 volte il suo contenitore sulla Sacra Bibbia. Ad ogni passaggio di diluizione deve seguire una dinamizzazione. La dinamizzazione conferisce al rimedio il potere omeopatico, il “quid energetico” [fonte]

Ricapitoliamo: a ogni passaggio (diluizione) il preparato deve essere agitato (succussione è solo un parolone, e il fatto che Hahnemann lo facesse sulla Bibbia non penso sia rilevante) in modo da liberare una non meglio precisata quantità (e qualità) di energia del rimedio. Affermazione che poteva avere senso all’inizio dell’Ottocento, epoca in cui si ragionava in termini di fluidi e teorie vitalistiche, ma ormai assolutamente senza fondamento. L’energia del rimedio quindi si libera e si rende disponibile per interagire con l’organismo malato (come? non si sa) e soprattutto questa energia aumenta all’aumentare delle diluizioni.

Tutto ciò non ha alcun senso e ha portato gli omeopati, in vena di arrampicate sugli specchi, a ipotizzare bislacche teorie sulla memoria dell’acqua. Che cosa succede – sul serio – quando si agita una soluzione (succussione omeopatica)? L’eventuale soluto si scioglie generalmente più in fretta e si può favorire la solubilizzazione dei gas atmosferici (che comunque fuoriescono dalla soluzione entro breve tempo).

E l’energia? Non c’entra praticamente nulla. L’agitazione della soluzione potrebbe al massimo aumentarne di qualche millesimo di grado la temperatura (pura ipotesi), trasformando l’energia cinetica dell’agitazione in energia termica. Il risibile aumento di temperatura sarebbe comunque entro brevissimo tempo disperso nell’ambiente. Da notare che i prodotti omeopatici rimangono sugli scaffali settimane o mesi dal momento in cui vengono preparati a quello in cui vengono ingurgitati.

UFO1-I-Want-to-BelievePenultima constatazione. Secondo gli omeopati la succussione potentizza l’effetto del rimedio, ma perché allora non potentizza l’effetto di tutti gli altri soluti presenti in soluzione?

Abbiamo appena visto che i gas atmosferici si sciolgono nell’acqua: perché azoto e ossigeno non si potentizzano?
Perché tutte le sostanze disciolte nell’acqua sotto forma di impurità non si potentizzano? (L’acqua usata in particolari tecniche analitiche ha una purezza equivalente alla diluizione omeopatica 4 CH, quindi tutte le diluizioni ulteriori hanno meno rimedio che inquinanti.)
Forse la succussione omeopatica ha il potere di potentizzare solo alcune molecole (quelle scelte dall’omeopata) a discapito di tutte le altre?

Ultima constatazione: se tutto questo meraviglioso processo di potentizzazione avviene in una soluzione acquosa che in qualche misterioso modo conserva l’energia|forza vitale|informazione del rimedio, com’è possibile che la maggior parte dei rimedi omeopatici sia venduta sotto forma di palline di zucchero? Davvero è possibile credere che le palline di zucchero, spruzzate con la soluzione ultradiluita che poi evapora, acquisiscano e conservino le favolose proprietà del rimedio ormai inesistente?

A me tutto ciò sembra più magia che scienza. Ma a quanto pare per l’omeopatia nulla è impossibile (basta crederci) e infatti il prossimo post sarà dedicato alla memoria dell’acqua.

82 thoughts on “Omeopatia: più è diluito più è potente

  1. ho letto con molto interesse questo suo blog. inizialmente la credevo pro-omeopatia. poi, continuando la lettura, mi sono reso conto che anche lei come me, è più propenso a vederla come un modo per fare soldi a discapito dei creduloni (come mia moglie del resto) che non conoscendo le basi della chimica e della fisica, prendono per buono tutto ciò che gli viene detto, purchè non sia nocivo. continuerò la lettura xchè davvero molto interessante.

    1. ma possibile che ci sia ancora chi è così ingenuo e disinformato, da mettere in dubbio una scienza antica come l’omeopatia , tutte le ricerche sulla memoria dell’acqua, e le migliaia di persone che trovano beneficio nelle cure omeopatiche senza gli effetti collaterali indesiderati e a volte gravi delle medicine chimiche, e non sa niente delle lobbi farmaceutiche e di tutto quello che sta dietro al “mercato ” della malattia e del paziente ???? non ci credo !!!!
      e non riusciranno a scoraggiare l’omeopatia nemmeno con il boicottaggio che sta avvenendo da qualche anno dove stanno facendo sparire dall’italia molti dei rimedi omeopatici, non ci riusciranno le persone consapevole sanno come e cosa devo fare per curarsi e trovano la via !! aprite la mente e osservate la realtà !!!

      1. Cara Renata, non mi preoccuperei se qualche rimedio omeopatico venisse tolto dal commercio. Ti basterebbe comprarne un altro a caso. Tanto entrambi (tutti) i rimedi omeopatici contengono solo zucchero.

      2. Renata, gentilmente, mi sapresti dire per quali patologie potrei usare un buco nero omeopatico?

    2. La scienza ordinaria non è verità.Non è detto che una cosa che non si possa provare non esista.L’omeopatia funziona eccome,e non mi venite a parlare di effetto placebo perché viene utilizzata con ottimi risultati anche sugli animali.E non parlo per sentito dire ma per esperienza personale ,su di me e sui miei cani

      1. Ciao Francesca, Alessandro non può rispondere così lo faccio io. Sono il suo elefante rosa. Nessuno mi vede (a parte lui) ma esisto. Le tue obiezioni hanno già trovato numerose risposte. Se ti interessa leggiti i commenti.

  2. l’articolo è impeccabile ma l’omeopatia non si dimostra così è come prendere un cd e cercare di capire che dati contiene tramite un microscopio e non un lettore adatto. Eraclito Giordano Bruno, parlavano di antimateria di forza debole, ed ancora oggi la fisica moderna fa molta fatica a descrivere e teorizzare I contenuti…..l’acqua non è così scontata.

    1. @paolo, grazie mille per il commento. A parte le facili battute (no, l’acqua non è affatto scontata, infatti gli omeopati la vendono a peso d’oro), qual è il modo giusto per dimostrare l’efficacia dei rimedi omeopatici? Io non ho ancora trovato spiegazioni che mi convincano, se ne hai una la leggerò con piacere.

    2. belle parole, peccato che per chi come me, che da qualche anno usa i rimedi omeopatici regolarmente anche sui propri bambini, ha constatato l’efficacia dell’omeopatia. Magia? Se per qualcuno è magia tutto ciò che la scienza attuale non riesce a decifrare…ben venga la magia!! Chissà cosa penserebbe una persona di 300 anni fa o meno nel dirle che l’uomo andrà sulla luna…

      1. @Cristina, grazie per il commento. La questione è semplice… 300 anni fa era tecnologicamente impossibile recarsi sulla Luna, ma in linea teorica chi avesse proposto tale viaggio non avrebbe violato le più importanti leggi che descrivono il funzionamento della natura. Quando Hahnemann propose l’omeopatia, non era al corrente di una serie di questioni piuttosto importanti, ma il funzionamento dell’omeopatia era implausibile allora come lo è adesso.
        Funziona, non funziona? Mi sono limitato a descrivere le basi fisiche e chimiche del metodo e non mi sono ancora addentrato nei risvolti clinici. Sicuramente la medicina, come tutte le altre scienze, si basa sul metodo sperimentale. Dire che “l’omeopatia funziona perché con me funziona” lascia un po’ il tempo che trova, perché tutti i test in doppio cieco (trials clinici) e la loro revisione sistematica dimostrano che l’omeopatia non ha effetti superiori al placebo. Il nostro corpo ha importanti capacità di autoguarigione, ciò che è sconvolgente, dal mio punto di vista modestissimo, è pagare dello zucchero 2000-3000 euro al kilogrammo.
        Se vuoi approfondire gli aspetti clinici dell’omeopatia ti consiglio il libro di Edzard Ernst, Aghi pozioni e massaggi… o se vuoi anche il suo blog http://edzardernst.com/

      2. grazie…che cosa resta nelle soluzioni omeopatiche del rimedio?..mai sentito parlare della vibrazione?..esistono anche quelle…e ne siamo fatti..

    3. OK, sono passati due anni da questo commento, ma non mi va di lasciare questa inesattezza senza replica. In realtà se si guarda un CD con un microscopio ad ingrandimento sufficiente si vedono i segni impressi al suo interno. Sono proprio i segni che il lettore CD legge e “trasforma” in dati o suono. Cerca “CD microscopio” su google immagini 🙂

  3. @alessandro
    le spiegazioni le puoi trovare, sempre che le vuoi accettare, parlando con le persone che si sono curate problematiche che la medicina tradizionale non le aveva dato alcuna risposta. ce ne sono molte basta starle ad ascoltare.
    anche io ero molto scettico ma ho avuto modo di curare delle patologie che il mio medico, senza successo, curava con antibiotici. a me piace la fisica, la matematica e l’informatica ma purtroppo queste discipline, al momento, non ci spiegheranno in modo compiuto “come funziona la vita”. bene probablilmente i ragionamenti e calcoli accademici potranno essere rivisti in un senso o in altro ma per ora a mio avviso bisogna arrendersi alla possibilità e fortuna (che abbiamo solo in occidente) di poter scegliere, per curarti, farmaci allopatici piuttosto che omeopatici.
    grazie ancora per il contributo
    marco

  4. Vorrei porre uno spunto di riflessione sulla memoria dell’acqua : vorrei sapere dai suddetti pro magia e pro omeopatia per quale nefanda ragione della “semplice” acqua dovrebbe memorizzare solamente le caratteristiche buone delle sostanze con le quali viene a contatto e non quelle cattive….per esempio l’acqua che ogni giorno beviamo potrebbe essere stata milleni fa nella vescica di un dinosauro piuttosto che in cellule cancerose o perfino nei fuochi fatui cantati da De Andrè ma allora come mai traiamo solo benefici da queste mirabolanti acque omeopatiche ? Sorvolando le numerose fallacie atte vorrei ricordare ai non addetti che una molecola o un atomo che si trovi in un luogo piuttosto che in un altro avrà le medesime caratteristiche…esempio l’acido acetilsalicilico contenuto nel salice sarà il medesimo contenuto in un’aspirina benché più concentrato ma sempre acido acetilsalicilico rimane.
    Complimenti per l articolo

    1. Suggerisco, prima di liquidare l argomento con apparenti ovvietà, di vedere gli interventi sulle terapie omeopatiche del Prof. EMILIO DEL GIUDICE fisico teorico e non certo stregone ne omeopata. La miglior cognizione di causa che otterrà da tale consultazione Le permetterà di affrontare l argomento in modo più consapevole.

      1. @Claudio, grazie per il commento.
        Ho introdotto la questione della memoria dell’acqua in quest’altro post http://www.alessandromiglio.com/2014/02/10/la-memoria-dellacqua-omeopatia/
        Senza dubbio non è una trattazione esaustiva e mi ero ripromesso di ampliarlo affrontando anche le “spiegazioni” della memoria dell’acqua che fanno leva sulla elettrodinamica quantistica (compito improbo, anche perché la meccanica quantistica non è esattamente facilissima).
        Ad ogni modo ho avuto modo di leggere e/o vedere gli interventi di Emilio del Giudice. Se qualche lettore volesse saperne di più sul personaggio rimando a questo articolo: http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=14159

  5. Io sto curando il mio gatto con l’omeopatia!!Gli era stato diagnosticato la triadite..(una forma di infezione cronica al tratto intestinale) dopo vari controlli accurati dato che vomitava ripetutamente ed aveva perso peso.Per due mesi è stato imbottito di antibiotici e cortisone…ma niente ogni volta che finiva la cura ricominciava peggio di prima…Quasi arresa mi rivolsi ad un veterinario omeopatico…e da li la guarigione…Ha iniziato questo percorso curativo da 3 mesi…e non ha + vomitato ed ha ripreso peso!! Su un animale non si può nemmeno parlare di effetto placebo!!! Quindi qualche risultato ce l’avrà di sicuro!!

    1. @Rosalba
      Grazie per il tuo commento. Sono contento che il tuo gatto stia meglio. Da quanto ne so la triadite del gatto non è un’infezione, ma una infiammazione le cui cause sono perlopiù sconosciute (o meglio, le cause sono probabilmente multifattoriali: allergie, predisposizone, intolleranze alimentari, squilibrio del microbioma intestinale).
      Ciò detto, non sapendo nemmeno quale tipo di approccio abbia avuto il tuo veterinario omeopatico (magari ha variato dieta al gatto? Ha somministrato integratori? Ha somministrato fermenti? e il mio post parla solo della implausibilità chimico-fisica dei rimedi omeopatici ultradiluiti) non mi sembra di poter cambiare opinione.
      Una cosa invece molto interessante è la tua affermazione Su un animale non si può nemmeno parlare di effetto placebo!!!. Ecco, questo è sicuramente falso. Bambini e animali rispondono all’effetto placebo. Se vuoi saperne di più ti consiglio la lettura di questo post: http://medbunker.blogspot.it/2012/01/omeopatia-animali-e-bambini.html

  6. Ho realizzato una tintura madre che pero’ deve essere diluita, in modo che per ogni goccia dela t.m. ne corrispondano 10 della nuova.
    Beh se i miei calcoli sono giusti per ogni ml di TM ce ne vogliono 10 ml alcool nuovo :
    Credo di aver risolto da solo, ma cerco sempre conferma perche’ non sono sicuro
    concetraz.iniziale:volume iniziale = concetraz.finale:volume finale
    Se mettiamo il volume che voglio raggiungere sono 20 ml, allora
    0,05:0,5=x:20
    X=0,05×20/0,5=2 ml
    in 20 ml di alcool nuovo 2 ml di tintura madre.
    Ma vorrei conferma di tutto cio’.

    1. In pratica devi preparare una diluizione del 10% in volume.
      La formula è % V/V = V(soluto)/V(soluzione)*100
      Quindi V(soluto) = 20 * 10%

      Il tuo ragionamento è quasi giusto… però dovrai prendere 2 ml di tintura madre e aggiungere alcol fino a un volume di 20 ml (non aggiungere 20 ml di alcol).

  7. Sono un’infermiera ma a dire il vero di chimica e fisica ci capisco ben poco. Sono madre di tre figli due dei quali hanno manifestato allergia alla quasi totalità dei farmaci tradizionali. A sei mesi di vita ho rischiato di veder morire uno di loro dopo l’assunzione di un farmaco broncodilatatore e successivamente ha manifestato reazioni avverse agli antipiretici e numerosi antibiotici ragion per cui mi sono orientata, seppur scettica, e dietro consiglio di una cara amica verso la medicina omeopatica. Mio figlio ha ora 21 anni e si è sempre curato ogni malanno compreso l’asma (che non ha più) solo ed esclusivamente con rimedi omeopatici. Dall’eta di 30 anni, ora ne ho 51 anche io uso rimedi omepatici. Preciso che anche se finora non ce ne è stata necessità in caso di emergenza e quindi di lotta contro il tempo la medicina tradizionale ovviamente usata con estrema cautela nel caso dei miei figli conserva un ruolo di grande importanza. ma se per qualcuno omeopatia = magia…allora io posso dirvi viva la magia.

  8. Io mi curo da sempre con l’omeopatia. E’ efficacissima!.. altro che “creduloni”. I creduloni sono quelli che pensano che i farmaci (veleni tossici) facciano guarire. E non parlatemi dell’effetto placebo: l’omeopatia funziona anche sui bambini e gli animali che non sanno nemmeno cosa sia l’effetto placebo. Meditate, scettici, meditate.

    1. @Ania
      Meditare su che cosa?
      Su di te funziona? La valutazione di un farmaco non funziona così, spiacente.
      I farmaci sono “veleni tossici”… vallo a dire, per esempio, a un sieropositivo in terapia antiretrovirale o anche solo a un asmatico in terapia con corticosteroidi.
      Effetto placebo: l’omeopatia funziona su animali e bambini esattamente come funziona sugli adulti (cioè non funziona, cioè non ci sono rilevanti differenze tra i rimedi omeopatici e il placebo).

      Tra l’altro… se hai letto il post… qui si affrontano le basi chimico-fisiche del metodo omeopatico e non la sua efficacia clinica.

      1. Si,appunto, vallo a dire ad asmatici curati sin da giovani con corticosteroidei: ti risponderanno depressi tossicodipendenti ancora asmatici. Ed ho fatto solo un esempio

      2. Sono asmatico. Senza i corticosteroidi e i broncodilatatori non avrei probabilmente potuto fare nuoto agonistico per diversi anni e forse non avrei raggiunto l’età adulta. Buona giornata.

  9. Che sciocchezze!! È come dire a un sordo di sentire la musica!
    L’omeopatia si basa sulla Fisica Quantica!! E voi parlate di Chimica!!!

    1. @Michela, grazie per il tuo commento. Anzi, se te la senti, potresti illuminare noi poveri stolti che rimaniamo abbarbicati a quell’anticaglia di chimica e spiegarci l’omeopatia attraverso la “Fisica Quantica”? Siamo curiosi.
      Ah, Beethoven era sordo ma la musica la sentiva… probabilmente era Musica Quantica.

    1. @Michela
      Al di là delle facili ironie. Il problema della “farmacologia” omeopatica non è che non sappiamo ancora spiegare perché funziona, il problema è che non funziona.
      Ce lo dicono i trials clinici condotti come Dio comanda e le loro revisioni sistematiche (tutti, anche quelli più filo-omeopatici, non possono non concludere che “non esistono differenze significative tra i rimedi omeopatici e i placebo”).
      Perché non funziona?
      Non funziona perché si basa su una affermazione generale priva di fondamento “Il simile cura il simile” (ne ho scritto qui).
      Non funziona perché nella maggior parte dei casi i “rimedi” sono così diluiti che non contengono traccia di rimedio (e ne ho parlato nel post qui sopra).
      Non funziona perché l’acqua non ha alcuna memoria e, se ci pensi bene, questa è una gran fortuna (e ne ho parlato qui).

      Ecco, non c’è bisogno di scomodare la meccanica quantistica per spiegare come funziona l’omeopatia. Se funzionasse si potrebbe anche provare, ma mi sembra fatica sprecata.

      1. Accipicchia…. Allora il premio Nobel Luc Montagnier & Co. Deve essere un imbecille completo.. E quelli del Jounal of Physics dei gran incompetenti per pubblicare i risultati dei loro studi!!
        Ma l’articolo l’ha letto oppure no? Se vuole può leggerlo per intero qui: http://iopscience.iop.org/1742-6596/306/1/012007/pdf/1742-6596_306_1_012007.pdf
        Non so come dire… Ma credo che quello che pubblica una rivista di questa importanza non siano propriamente favole della buonanotte, o no?
        Mi pare che sia chiaramente dimostrato che “filamenti di DNA immersi in soluzione d’acqua estremamente diluita possono emettere stimoli elettromagnetici e l’acqua ne mantiene la memoria, mantenendo così l’informazione del DNA stesso.”
        Certo che se lei nel suo articolo del blog ritiene che siamo tutte sciocchezze…. Ci mancherebbe! Viva la libertà di espressione….
        Ma mi perdonerà se ritengo il Jounal una fonte un pò più autorevole del suo blog….

  10. Medioevo: signorotto si reca dal medico del villaggio: ha la febbre. Il medico prescrive la seguente medicina e la sua preparazione: raccogliere 10 code di lucertola. Lasciarle essiccare per un giorno al sole. Il giorno dopo lasciarle in acqua calda per l’intero giorno. Poi lasciare riposare il tutto all’ombra in luogo secco, ma non al sole, per 24. Poi ancora in acqua calda assieme ad 10 gocce olio extravergine per un altro giorno. Poi ancora per 24 ore in un panno umido, poi al sole all’aperto in un campo fiorito per il giorno successivo… Al che, il signorotto chiede: ma poi cosa devo fare, le devo ingerire? Ed il medico: butti pur via tutto, tanto fra 5 giorni la febbre le sara pur passata!!!!

    L’organismo ha enorme proprietà di autoguarigione. Tutti abbiamo esperienza che tutte le malattie o sintomi (una tosse, un raffreddore, una febbre, un dolore) possono durare un giorno come due settimane in assenza di terapie.
    L’inganno razionale che l’omeopatia genera nella mente è questa: nelle malattie che durerebbero un giorno senza terapia l’omeopatia funziona. E siamo disposti a credere che funzioni entro i 4-5 giorni di “terapia”, il che copre forse il 90% delle volte delle malattie-sintomi che guariscono spontaneamente. Oltre dobbiamo rivolgerci ai farmaci veri.

    Un saluto

    1. Volersi curare con piu risultati e meno danni credo sia ragionevole al di la delle formule….e lottare su chi ha torto o ragione di che utilità è? le grandi case farmaceutiche si augurano di continuare a produrre e pure chi gli ruota intorno . ..un ascesso dentale doloroso può anche autoguarire, ma non in 4, 5 gg…ma l antibiotico non ce ne mette meno, anzi alcuni durano anche 10 gg. Due conti spicci: un antibiotico e una confezione di enterogermina 18/20 euro…due tubi di palline 10 euro scarse…però ho salvato l intestino.
      Non credo agli stregoni, ma che siamo fatti di elementi chimici si…e anche in grado di autoguarirci, in condizioni di perfezione però, cosa attualmente non possibile.
      Ognuno può ingoiare ciò che crede sia piu idoneo nella sua malattia …però è indubbio che preferisco qualche pallina zuccherata ad un antibiotico con duemila effetti collaterali a cui sarei probabilmente anche allergica…no?saluti

      1. Per quanto mi riguarda se dovessi avere un ascesso in bocca, una polmonite, una tonsillite di origine batterica continuerò, se necessario, a prendere un antibiotico. Pagare dello zucchero omeopatico 2000 euro al kilogrammo non è alla portata delle mie finanze.

      2. Bravissima Claudia, anche io preferisco credere alle magie. Le lobby farmaceutiche sono troppo interessate a curare la malattia piuttosto che la salute dei pazienti (o meglio consumatori). Molte ricerche scientifiche sono finanziate dalle lobby stesse per puro interesse economico, la medicina tradizionale sta diventando completamente inaffidabile..molto più sicuro prendere una “pallina di zucchero” -a patto che lo sia, e lasciare che l’organismo faccia da solo…sicuramente non provoca altra malattia! evviva gli stregoni!

    1. Come volevasi dimostrare.
      Il fatto che l’industria farmaceutica ricerchi il profitto è insito nella natura del capitalismo. Anche l’industria delle merendine, l’industria dei libri, l’industria degli zuccherini omeopatici fanno lo stesso.
      Sostenere che centinaia di migliaia (milioni?) di persone tra ricercatori, medici, chimici, funzionari pubblici siano parte di un complotto segreto ai danni dell’umanità è una pura e semplice idiozia. Un’idiozia che, peraltro, non avvalora in alcun modo il valore delle cosiddette “terapie alternative”.
      E con questo non ho altro da aggiungere sull’argomento… se non che qualunque altro commento che cerchi di buttare in vacca la discussione, spostandola dal tema proposto dal post qui sopra, sarà inevitabilmente bannato.

  11. Alessandro non farne una questione personale, io ho solo espresso il mio parere sulla cura omeopatica e se la mia scelta rispetto ad una cura piuttosto che ad un altra è legata al fatto che non creda alla medicina ufficiale, questa va rispettata. Per quanto riguarda il cancro sei tu che l’hai tirato in ballo mica io! io ho solo risposto pubblicando video di gente che ne sa sicuramente più di me! E non credo si tratti di “idiozie”. In ogni caso la discussione è chiusa anche per me. Tantissimi auguri di Buona Pasqua!

  12. Finalmente una analisi analitica seria e ponderata.
    il business creato dall’ omeopatia raggiunge cifre astronomiche.(per rimanere in tema di Luna..)
    Purtroppo molte persone sono convinte che dando ad esempio Oscillococcinum – BOIRON il bimbo non si ammala e quindi l’omeopatia funziona.
    chiaramente queste affermazioni trovano il tempo che trovano..
    ( mio figlio Non si e’ mai ammalato da 5 anni ..e niente omeopatia..sto pensando di inaugurare una linea con cellule di pelle di mio figlio diluite 1 miliardo di volte.)

    a parte le battute, penso che a tutti piacerebbe avere effetti reali testabili e riproducibili per i composti omeopatici. e quando questo avverra’ ‘seriamente’ saro’ il primo a convincermi.

    Un ultima considerazione,
    spesso molte persone confondono l’omeopatia con la fitoterapia.
    un esempio su tutti e’ l”arnica gel spesso venduta come omeopatica ma diluita solo una volta da un pricipio di base presente per il 7% ( quindi valore totale 0,7%) .praticamente come una normale crema. in questo caso di omeopatico c’e ben poco.
    Cordialmente

  13. Ho letto con interesse il suo articolo e i vari commenti pro e contro l’omeopatia, in uno dei quali lei cita Schopenhauer come testimonianza colta. Schopenhauer ha detto anche molte cagate ed era un becero maschilista, a dimostrazione che non era illuminato su tutto quello che diceva. In ogni caso, invece di testimoniare la sua ostilità verso l’omeopatia, perché non cerca di capire il motivo per cui funziona? E non mi parli di effetto placebo perché funziona anche con gli animali.
    In tutti i casi, quando lei esprime opinioni così negative a mio avviso non lo fa per competenza specifica, lo fa unicamente per avere un seguito nel suo blog. Complimenti, si potrebbe dire, da questo punto di vista, che lei è un manigoldo che si adegua perfettamente ai tempi.

    1. @Stefano Maccari, grazie per aver impiegato del tempo a leggere e commentare il mio post. Purtroppo leggo il suo commento solo ora. Che c’entra Schopenhauer? Non è una “testimonianza colta” ma un aforisma che torna utile quando mi dicono “io credo”. Io credo tante cose, ma la scienza non funziona così. Nel futuro le chiederei di non insultarmi sul mio blog, altrimenti sarò obbligato a bannarla.

  14. Dio benedica l’omeopatia!
    Caro Alessandro,sei evidentemente una persona intellettualmente snob e che scrivi al riguardo di cose che,sempre evidentemente,non conosci,ostentando una presunzione tipica di chi pensa di aver capito molto e non ha capito nulla! Anche se l’omeopatia fosse magia,come dici tu,che problema c’è? L’allopatia la maggior parte delle volte tratta ma non cura.Perché non parli anche di questo?
    Se non ci fosse stata oggi sbatterei la testa al muro per i miei problemi di salute e dovresti scendere dal piedistallo anziché peccare di presunzione e pensare che chi ne fa uso è solo gente autosuggestionabile.
    L’omeopatia é un argomento interessante che non può essere trattato in due parole e dopo una ricerca seduti davanti al computer! Né tantomeno volendo farla rientrare nei parametri della chimica e della fisica! Nonostante questo,mio caro sapientino,devi sapere che anche l’omeopatia é empirica perché se non funzionasse chi sta veramente male,se ne accorgerebbe! Detto questo,ognuno deve essere libero di curarsi come meglio crede e la scelta dipenderà da personalissime considerazioni di natura filosofica. Se per te non c’è legame tra corpo e psiche allora sceglierai la medicina ufficiale,in caso contrario la strada sarà quella alternativa omeopatica.
    Per quanto riguarda l’acqua,dammi retta…usala per un bel bagno di umiltà!

  15. un altro intelligentone che dice di aver capito tutto della scienza, ma quanti soldi gli costate a sti poveretti?, tieni conto che devono mantenere anche i medbunker, l’attivissimo e i cicappari.
    ormai avete gettato la maschera, non vi crede più nessuno, vi presentate come indipendenti con la missione di tutelare il mondo, mentre invece è evidente che fate parte di un network ben organizzato e con ben altra missione.

    1. @tuamadre: Scusa se non ti ho risposto prima, ma ero in vacanza alla Bahamas grazie all’assegno mensile di Big Pharma.

  16. Salve Alessandro, sono capitata sul tuo blog cercando la diluizione dei rimedi omeopatici perchè sto cercando di aiutare il mo ragazzo nell’affrontare dolori fortissimi causati da una osteonecrosi bilaterale alle teste dei femori. Sono mesi che ci stiamo dietro, e va sempre in peggiorando, quasi non cammina più. Finora i medici gli hanno prescritto solo antidolorifici, che non gli contano più di tanto o lo intontiscono, ma ha notato un leggero miglioramento da quando ha iniziato ad assumere qualche rimedio omeopatico adatto alla sua patologia. Io non voglio convincere nessuno che l’omeopatia sia vera o sia magia….io desidero solamente che lui stia bene e che il suo corpo si riprenda e se queste palline di zucchero e lattosio diluite con il principio attivo gli sono utili, più di un antidolorifico che fa male al fegato, beh ben venga!
    Io credo nell’omeopatia così come nella fitoterapia, ma sopratutto credo a quello che mi dice il mio corpo, per cui il mio miglior medico sono io, solo io posso sapere se una cosa mi fa bene oppure no.
    Grazie mille per le spiegazioni matematiche, mi sono state utili. A presto.
    Marika

    1. Prego Marika. Vedi, io capisco che quando si sta male (o quando sta male qualcuno a noi caro) si cerchino soluzioni in ogni dove. Infatti i ciarlatani di ogni risma fanno leva sul dolore della gente per spacciare rimedi incredibili, inutili, cari.
      La cosa che cerco di evitare è dire che “credo” in qualche cosa. So che un farmaco funziona perché so che è stato sottoposto a un lungo iter di ricerca e so che funziona anche se non ci credo. So che un rimedio omeopatico non funziona perché so che nessun rimedio omeopatico si è dimostrato clinicamente efficace e so che su di me non funziona, perché non ci credo. Io credo anche che l’elefante rosa di fianco a me in questo momento stia per cadere dallo sgabello… eppure non posso dimostrarlo.

  17. Bel blog, complimenti, me lo sto leggendo con interesse, perchè questa storia dell’omeopatia me la sento tirare in ballo sempre più spesso e da sempre più persone (spesso legata alla ormai modaiola avversione a qualsiasi vaccino). Per ora la mia opinone è che questo dilagare di credenze senza prove e riscontri scientifici (che non significa fare calcoli, ma prove sperimentali in condizioni circostanziate) stia diventando pericoloso, in in periodo in cui stanno riemergendo gravi malattie come la meningite, tanto per far un esempio.

    1. Grazie Leonardo. La mia impressione, dopo un po’ di tempo che ho scritto questi post, è che il mio approccio razionale non serva a nulla al cospetto delle credenze dei fedeli dell’omeopatia. Basta leggersi i commenti ai post.

      1. C’è chi crede all’omeopatia e chi a ai tg, non vedo il problema. I primi cercano di informarsi, gli altri disinformati. La veritá assoluta nessuno ce l’ha. Gli studi dell’una o dell’altra medicina possono benissimo essere manipolati a piacimento, ma nel dubbio è sempre meglio ingoiare zuccherini.

      2. Amen. Però se per disgrazia dovessi avere la peste io preferirei un antibiotico, grazie.

  18. Premetto che di omeopatia non ne capisco niente, mi sono, però, da qualche anno, accostata alla integrazione. Ho un bimbo autistico che, come tutti i suoi “colleghi”, ha serie carenze di vitamine e di minerali. In genere, vengono somministrati antidepressivi o antiepilettici o altre sostanze chimiche che possano agire sul cervello. Io non ho mai voluto cedere ai farmaci, perchè ritengo siano una soluzione di comodo per i genitori e assolutamente temporanea. Mio marito e io abbiamo preferito comprendere i meccanismi per i quali si presentano le carenze e abbiamo integrato solo gli elementi insufficienti. Su di lui non posso certo parlare di effetto placebo, perchè apre la bocca e ingolla senza sapere, ma da genitore posso affermare con sicurezza che i problemi gastro-intestinali si sono risolti e il sonno è passato dalle 2 ore a 8 e nel giro di pochi giorni, quindi non è certo dovuto alla crescita (stiamo parlando di 5 anni passati con gli occhi sbarrati a fare i turni per tenergli compagnia nei suoi salti notturni in giro per casa e supportarlo nelle decine di scariche di diarrea giornaliere). In conclusione, rimango anche io estremamente scettica sul valore effettivo dell’omeopatia, ma sostengo vivamente l’integrazione degli elementi mancanti senza passare dai surrogati chimici.
    L’articolo, letto per capire il sistema di diluizione, è stato estremamente istruttivo e l’ho trovato ben fatto e chiaro.

    1. Cara Francesca, grazie per il commento e per l’apprezzamento. Non ho capito che cosa c’entri l’integrazione alimentare con l’omeopatia. Un integratore contiene sostanze biologicamente attive (vitamine, cofattori, minerali) un rimedio omeopatico contiene solo zucchero, o acqua.

  19. @Alessandro.
    Ho letto l’articolo e i tutti i commenti e mi è venuta una curiosità.
    Premesso che io mi sono sempre curato con i farmaci tradizionali ma ultimamente stavo cominciando anche a rivolgere l’attenzione ai rimedi omeopatici.
    Tu sostieni che l’omeopatia non ha effetti superiori a quelli del placebo e che non è un rimedio che funziona.
    Quindi se ho capito bene, le persone che sostengono di avere risolto i problemi con l’omeopatia li avrebbero risolti perchè l’assunzione avrebbe scatenato in loro l’effetto placebo?
    Quindi sarebbe stato il placebo a curarli?
    Se è anche questo il tuo pensiero, sarebbe bello capire come scatenarlo senza sborsare soldi per l’omeopatia.

    1. Ciao Raffaele. Non sono io che sostengo che l’omeopatia non abbia effetti superiori al placebo, ma tutte (tutte) le ricerche fatte con metodo. Incluse molte fatte da medici omeopati.
      Sì, la guarigione è dovuta, secondo questi studi, a effetto placebo. O alla capacità di autoguarigione del nostro organismo nel caso di malattie autolimitanti o psicosomatiche.

  20. dopo tutte queste discussioni, opinioni, convinzioni, mi viene da dire che forse bisogna fare ricerche sull’effetto placebo e nocebo, cosa che nessun scienziato fa, vuoi vedere che la propria salute dipende dalle convinzioni e dal pensiero positivo come dicono quelli della legge dell’attrazione, tutto puo’ essere, le grandi scoperte prima di essere non erano, quando sono, diventano scontate e postulati, sembrava impossibile che la terra fosse tonda come per alcuni e impossibile che l’omeopatia funzioni, tutto puo’ essere ce lo insegna la storia

    1. Ciao Stefano.
      Perché dici che nessuno scienziato studia gli effetti placebo/nocebo? Basta andare su Pubmed per trovare centinaia o migliaia di articoli.
      Il resto è noia… Il problema non è spiegare COME funziona l’omeopatia, giacché essa NON dimostra di funzionare.
      Sarebbe interessante spiegare, se già non lo sapessimo, perché funziona un antibiotico. Ci sarebbe da spiegare qualcosa, almeno.

  21. Inizialmente credevo fosse un articolo a favore dell’omeopatia quindi non volevo nemmeno iniziare a leggere. Forse questo è un trucco per invogliare i sostenitori dell’omeopatia ad iniziare a leggere il blog per poi fargli aprire gli occhi?
    Apprezzo molto il tuo impegno nel far chiarezza su questo argomento, però purtroppo io ho modo di constatare che tanta gente non è in grado o semplicemente non vuole aprire gli occhi. E’ molto più facile credere ciecamente che sforzarsi di capire.
    Un po’ bisogna dire che c’è molta ignoranza su questioni di tipo scientifico e per questo il tuo lavoro (come quello di molti altri) è tanto importante.

    1. Grazie Mario,
      ma in effetti questo post non è né contro né a favore. Solo ho cercato di capire (e di spiegare con esempi comprensibili anche a chi avesse scarse competenze scientifiche) che cosa sono le diluizioni omeopatiche. 🙂 Poi, ti dirò, a me basta la prima premessa dell’omeopatia (il simile cura il simile) per dubitare di questa idea terapeutica.
      Come dicevo in un altro commento, l’impressione è che in realtà scrivere articoli come quelli che ho scritto io (o altri di ben altra levatura scritti da altri) lasci un poco il tempo che trova, perché manca una grammatica comune.

  22. Con la scienza si spiega (quasi) tutto.

    Ma certe persone hanno anche la capacità, “innata” o duramente acquisita, di trasformare queste spiegazioni in un racconto interessante e comprensibile a tutti: questo è decisamente il tuo dono.

    Credo che nella vita, oltre a prendere una posizione su certi argomenti, sia molto più importante capire realmente di che cosa si tratta. Anche se su certe cose ero d’accordo con te, ancora prima di iniziare a leggere questo articolo, sul tuo blog ho trovato molti più spunti interessanti. Grazie per questa spiegazione, semplice ma non per questo banale (persino per chi studia le scienze all’Università)!

  23. Gentile Alessandro,complimenti.Contro la fede non c’è soluzione.Ho da poco avuto delle discussioni anche animate con un amico convinto della bontà dell’omeopatia(oscillococc.. quello del risarcimenti da 5ml dollari ai californiani) inoltre pratica con grande soddisfazione Reiki. Troppo difficile informarsi specie se quello che trovi smonta le tue convinzioni.Bah io e il mio sarchiapone trasparente continueremo a leggerti. Grazie

  24. Ah se posso aggiungere: qlc ha nominato i “cicappari” quella banda di stolti che ha tra i suoi membri un incompetente al soldo delle multinazionali come il Dott.Piero Angela.Ho letto tutta la sentenza con la quale è stato assolto(omeopatia).Lettura interessante.Ma cosa serve sapere se hai il “caro amico” che ne sa certamente di più.E’ tutta una congiura,tutti corrotti. Belle leBahamas?

  25. Bell’ articolo, molto interessante! Non capisco però perché per preparare NaCl 15 CH sei partito da una soluzione 1 Molare. Se partono dal sale, come l’esempio che hai fatto nel mercurio, si ha 15 CH = 1 mg NaCl / 10^30 mg acqua. Applicando Avogadro si ha
    1.039 x 10^19 molecole NaCl / 10^30 mg acqua cioè
    1 molecola NaCl ogni 10^11 mg acqua ( 100.000 litri)
    Supponiamo di prenderne 20 gocce cioè 10^3 mg (0,001 litri)..Hai voglia memoria !!!!!!

    1. Non ricordo perché, forse mi faceva comodo partire da una soluzione 1 M per dimostrare la scomparsa del soluto, che peraltro non è una molecola di NaCl (i composti ionici non formano molecole) ma al massimo uno ione Na+ e uno Cl- in soluzione. 🙂

  26. Da qualche ora mi sto informando, ho capito che confondevo fitoterapia con omeopatia. Ecco perché quella roba che mi avevano spacciato per medicinale non funzionava XD (P.s. Per la prova del nove, nel dubbio, stamattina ho ingollato tre quarti di tubo di sonnifero omeopatico. A meno che questo non sia un sogno, non ho fatto nemmeno uno sbadiglio, ho seguito come sempre le lezioni, e come se non bastasse sono andato anche in palestra😂 devo dire che ha avuto un’azione davvero soporifera…)

    1. @Mikey, vedila così, hai ingerito zucchero che ti ha dato energia per le tue attività. Certo, un gatorade ti sarebbe costato di meno.

      1. Quasi quasi apro anch’io un’azienda di omeopatici… Chissà potrei anche inventare qualcosa tipo “charta palustris”, per l’influenza o il raffreddore (estratta solo dalle migliori fibre di cellulosa)

      2. Sarebbe un affarone. Ci ho pensato diverse volte, però mi frenano stupide considerazioni etiche.

  27. Io posso affermare la validità fa mi fu prescritto follicolinum da assumere durante le tre fasi del ciclo. Dopo un mese ero diventata come fossi in gravidanza. Gonfia nei seni e nella pancia.
    Salto progestinico mi disse la dott. E togliendo la dose della ultima fase ritornai nella norma.
    Altro esempio
    Giorni fa assunti Siria iniziativa un tubo dose alla 5 ch per trauma da dolore affettivo. Il giorno dopo avevo un gran male in bocca …nei denti tensione . Mi stavo preoccupando ma il giorno dopo era tutto sparito. Stavo molto bene come se mi avessero tolto un peso dalla testa. Allora pensai al farmaco.

    1. Si può pensare anche all’ipocondria, all’autosuggestione, all’effetto placebo. Ma soprattutto, mi perdoni, che cosa c’entra la sua commovente esperienza con il contenuto del post? Lo ha letto?

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